Il caldo non è uguale per tutti, e soprattutto non è uguale in tutta Roma. Nella stessa giornata estiva possono esserci diversi gradi di differenza tra un quartiere e l’altro, e la geografia delle temperature cambia sensibilmente tra il giorno e la notte. Torniamo a occuparci dell’isola di calore urbano, un tema già affrontato nella #mapparoma36 attraverso i dati di 35 centraline microclimatiche, mostrando come cemento, asfalto, impermeabilizzazione del suolo, scarsità di vegetazione e caratteristiche del tessuto edilizio contribuiscano a determinare temperature sensibilmente diverse all’interno della città.
Ora, in attesa dei dati ufficiali che saranno pubblicati nel rapporto annuale ISPRA in autunno, utilizziamo i dati del sensore MODIS (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer) a bordo del satellite Terra della NASA, che fornisce osservazioni giornaliere della temperatura superficiale diurna e notturna su una griglia con risoluzione spaziale di circa 1 km. Sono stati analizzati i dati relativi all’area del comune di Roma, dal 17 al 21 luglio 2026, durante la seconda ondata di forte caldo estivo.
Prima di presentare i risultati occorre fare una premessa di natura metodologica. Le osservazioni MODIS rappresentano misure istantanee della temperatura superficiale al momento di passaggio del satellite Terra, e non temperature medie calcolate sull’intero periodo diurno o notturno. Per le cinque giornate selezionate, le osservazioni diurne su Roma sono state acquisite approssimativamente tra le 10 e le 11 ora locale, mentre quelle notturne/serali tra le 21 e le 22 ora locale. Quindi i dati non sono pienamente rappresentativi dei picchi di temperatura nelle ore diurne, ma consentono di cogliere bene la persistenza delle alte temperature nelle prime ore notturne. L’analisi spaziale è stata condotta utilizzando le 155 zone urbanistiche (ZU) di Roma come unità territoriali di riferimento: per ogni giornata, separatamente per le osservazioni diurne e notturne, sono stati individuati i pixel MODIS validi il cui centro ricade all’interno di ciascuna ZU, e ne è stata calcolata la temperatura media.
Le temperature diurne e notturne
A Roma la temperatura diurna media più alta si è verificata il 18 luglio con 35,6 °C, mentre la temperatura massima è stata registrata il 19 luglio a Casetta Mistica, con 37,9 °C (Grafico 1 e Tabelle 1-2). Per la mappatura e l’analisi del fenomeno dell’isola di calore urbano utilizziamo proprio le osservazioni del 18 luglio, che offrono un’eccellente copertura diurna e notturna, con temperature molto elevate.

Tabella 1 – Temperature diurne (17-21 luglio 2026)

Tabella 2 – Temperature serali/notturne (17-21 luglio 2026)

La temperatura media diurna è particolarmente calda nel quadrante orientale, dentro e fuori il GRA (Mappa 1 a sinistra e Tabella 3): i valori più elevati si registrano a Casetta Mistica (37,5 °C), Torre Maura, Torre Angela, Tor Tre Teste e Romanina (37,3), Casilino e Alessandrina (37,2). Al contrario, le temperature più basse si osservano nelle aree rurali e verso il litorale: Martignano che si trova sull’omonimo lago si ferma a 30,8 °C, e poco superiori a Castel Fusano (31,4), Castel Porziano (31,9) e Ostia sud (32,1). La distribuzione territoriale è evidente anche guardando ai Municipi: la temperatura media diurna raggiunge quasi 37 °C nel V Municipio, supera 36,5 °C nel VI e rimane elevata nel VII, mentre il X Municipio, favorito dalla vicinanza al mare e dalla presenza di vaste aree verdi e non edificate, presenta valori sensibilmente inferiori.
Tabella 3 – Le dieci zone urbanistiche più calde durante il giorno (18 luglio 2026)

Durante la notte la città si raffredda, ma non ovunque allo stesso modo. La composizione della classifica cambia nettamente rispetto al giorno: tra le dieci zone più calde di notte prevalgono la città compatta e quella storica, mentre scompare quasi del tutto la periferia orientale che domina la graduatoria diurna (Mappa 1 a destra e Tabella 4). Le temperature medie notturne più elevate si registrano subito a est del centro storico: a Università, Casal Bertone e Verano (28,7 °C), San Lorenzo, Nomentano e Tuscolano nord (28,6), Celio e XX Settembre (oltre 28,5). Nelle aree più esterne, verdi e meno densamente urbanizzate le temperature scendono invece molto di più, soprattutto a Castel Romano (23,2 °C), Decima e Porta Medaglia (23,5) e Castel Porziano (23,6). Tra il quartiere più caldo e quello più fresco ci sono, durante la stessa notte, oltre cinque gradi di differenza.
Tabella 4 – Le dieci zone urbanistiche più calde durante la notte (18 luglio 2026)

La geografia delle temperature serali e notturne è quindi molto diversa da quella diurna. Nelle ore diurne il caldo colpisce con particolare intensità la periferia orientale, non solo nelle aree densamente edificate, ma anche dove c’è una forte commistione di usi del suolo, quali residenze a bassa densità, aree industriali e commerciali, grandi infrastrutture e aree agricole spoglie di vegetazione nel mese di luglio. Invece, durante la notte sono il centro e la città compatta a raffreddarsi meno, poiché l’elevato grado di impermeabilizzazione del suolo e la densità degli edifici trattengono il calore accumulato nelle ore precedenti e rallentano il raffreddamento del suolo.

L’isola di calore urbano
Spostiamo ora l’attenzione dalle temperature al fenomeno dell’isola di calore urbano, ovvero la formazione di microclimi all’interno delle aree urbane, che causano l’aumento delle temperature rispetto alle zone rurali limitrofe. Questo incremento avviene con maggiore intensità nei settori urbani più densamente edificati. Abbiamo calcolato per il 18 luglio 2026 l’indice di intensità dell’isola di calore urbana (UHII) diurna e notturna, ossia la differenza rispetto alla temperatura registrata nella stazione rurale di riferimento di Fiumicino, convenzionalmente utilizzata anche da tecnici e specialisti del settore per la simulazione energetica degli edifici. La quantificazione del fenomeno delle isole di calore urbano è fondamentale per valutare le condizioni di benessere della popolazione, soprattutto le fasce di popolazione più fragili (anziani, malati, bambini), per progettare adeguatamente gli spazi urbani (il verde, la consistenza edilizia, la permeabilità del suolo), e per valutare il consumo energetico degli edifici.
Le geografie delle UHII diurne e notturne rispecchiano le rispettive distribuzioni delle temperature, ma forniscono anche ulteriori chiavi di lettura. Nelle ore diurne si può notare che il fenomeno dell’isola urbana di calore è più marcato nei quartieri centrali della città e nella periferia est (Mappa 2 a sinistra): Casetta Mistica supera Fiumicino di quasi 4,5 °C, mentre Torre Maura, Torre Angela, Tor Tre Teste e Romanina registrano valori superiori di oltre 4,3 °C. Invece l’intensità dell’isola di calore notturna riguarda prevalentemente i quartieri semicentrali (Mappa 2 a destra): Università, Casal Bertone e Verano superano di oltre 3,2 °C la temperatura di riferimento di Fiumicino, mentre San Lorenzo, Nomentano e Tuscolano nord sono poco sotto. Al contrario, Castel Romano registra circa −2,2 °C, mentre Decima e Porta Medaglia si attestano intorno a −2 °C.

Le “Sette Rome”
La lettura attraverso le nostre “Sette Rome” permette di cogliere più sinteticamente queste dinamiche. Durante il giorno le differenze tra le “Sette Rome” sono relativamente contenute: città storica, città compatta, città dell’automobile e città del disagio e registrano tutte temperature medie intorno a 36 °C, mentre la città-campagna si ferma a 34,7 e la città ricca a 35,3. È soprattutto durante la notte che le distanze aumentano: nella città storica la temperatura media rimane a 28,3 °C, nella città compatta a 27,7 e nella città ricca a 27,1, mentre nella città-campagna scende a 24,5, quasi quattro gradi in meno rispetto al centro. L’isola di calore notturna raggiunge in media +2,8 °C nella città storica e +2,2 nella città compatta, contro +1 nella città del disagio, +0,5 nella città dell’automobile e −0,9 °C nella città-campagna (Grafico 2 e Tabella 5).

Tabella 5 – Il caldo nelle “Sette Rome” (18 luglio 2026)

Riprendendo le analisi sulle disuguaglianze di reddito, appare evidente come la geografia climatica e quella economica nelle “Sette Rome” non coincidano. La città storica è contemporaneamente una delle più ricche e quella che presenta la maggiore isola di calore notturna; la città-campagna è invece economicamente fragile ma climaticamente molto più fresca, soprattutto durante la notte.
I fattori del caldo
L’incrocio tra i dati climatici e le caratteristiche delle zone urbanistiche permette di approfondire ulteriormente l’analisi. Abbiamo quindi calcolato i coefficienti di correlazione lineare tra l’UHII notturna e alcuni indicatori di forma urbana, demografici e socioeconomici delle zone urbanistiche di Roma per le quali sono disponibili entrambi gli indicatori (Tabella 6). Va comunque tenuto presente che tale correlazione descrive un’associazione statistica (diretta se positiva o inversa se negativa) e non implica un rapporto di causa-effetto.
Le correlazioni confermano il ruolo della forma urbana soprattutto nelle ore notturne. Il legame più forte è quello con il consumo di suolo, seguito dalla densità abitativa: nei tessuti più costruiti e impermeabilizzati il calore accumulato durante il giorno viene disperso più lentamente. Più complessa è la relazione con il disagio economico, che presenta una correlazione negativa, ma con una limitata variabilità. Ciò non significa che le aree più fragili siano protette dal caldo, ma riflette la particolare geografia romana, poiché i quartieri più caldi di notte appartengono alla città storica e compatta: esposizione climatica e fragilità economica seguono quindi geografie in parte diverse. La relazione positiva con la quota di anziani segnala inoltre che molti quartieri densi e consolidati sono anche quelli con una popolazione mediamente più anziana, una delle categorie più vulnerabili alle temperature estreme. Durante il giorno le associazioni sono invece più deboli: la correlazione dell’UHII con il consumo di suolo scende a +0,39 e quella con la densità a +0,21.
Tabella 6 – Isola di calore notturna e caratteristiche dei quartieri

Dal caldo alla vulnerabilità
Per comprendere davvero le conseguenze sociali del caldo non basta sapere dove la temperatura è maggiore. Le disuguaglianze urbane che abbiamo raccontato in questi anni con #mapparoma sono multidimensionali. Le mappe sull’istruzione, sull’occupazione, sulle case popolari, sull’esclusione sociale e sui redditi mostrano come in alcuni territori si concentrino edilizia residenziale pubblica, difficoltà economiche, bassa istruzione e minori opportunità occupazionali. Tor Bella Monaca, Torre Angela, Quarticciolo, Alessandrino, San Basilio, Corviale e Ostia nord continuano a emergere come territori nei quali diverse forme di fragilità tendono a sovrapporsi: a Roma nascere e vivere in un quartiere piuttosto che in un altro continua a significare avere opportunità differenti.
A queste dimensioni se ne aggiunge ora un’altra: l’esposizione al caldo misurata dalle temperature medie e dai picchi estremi. La vulnerabilità al caldo dipende però anche dalle condizioni socioeconomiche e abitative: il reddito disponibile e le misure di sostegno; la qualità, la manutenzione e l’affollamento delle abitazioni; la presenza di anziani, malati e bambini; la dotazione di verde pubblico e servizi di prossimità raggiungibili senza lunghi spostamenti.
Proprio il tema della prossimità ai servizi è particolarmente importante. Le nostre analisi sulla “città dei 15 minuti” mostrano che la Roma densa, compatta e facilmente percorribile conosciuta dai turisti non è quella in cui vive gran parte dei romani: allontanandosi dal centro e dalla periferia storica diminuisce la possibilità di raggiungere facilmente a piedi o in bicicletta servizi e funzioni urbane essenziali. La capacità di affrontare temperature estreme dipende quindi anche dalla qualità dello spazio urbano e dalla dislocazione dei servizi pubblici e privati.
È interessante confrontare la geografia del caldo con quella delle fragilità economiche. Anche sotto questo profilo il quadrante orientale emerge come uno dei territori più fragili della città. Tor Bella Monaca-Torre Angela registra nel 2024 un reddito medio per contribuente di circa 21.700 euro, contro i 78.500 dei Parioli; valori contenuti caratterizzano anche Centocelle-Alessandrino-Quarticciolo e Torrespaccata-Torre Maura. Nel 2022, inoltre, l’8% delle famiglie di Tor Bella Monaca-Torre Angela percepiva il Reddito di cittadinanza e incidenze elevate si registravano anche a San Basilio-Ponte Mammolo, Settecamini e Quarticciolo. Il confronto tra le due geografie evidenzia quindi alcune sovrapposizioni: diversi territori caratterizzati da maggiori fragilità economiche sono anche tra quelli più esposti alle alte temperature durante il giorno. Il costo necessario per difendersi dalle temperature estreme, climatizzare la casa, migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione o semplicemente sostenere bollette elettriche più elevate, rischia quindi di trasformare anche il caldo in un fattore di disuguaglianza economica, connesso al fenomeno della “povertà energetica”.
Le condizioni climatiche dipendono dal luogo in cui si vive, ma l’esposizione al caldo si combina in modo diverso con reddito, età, condizioni abitative e qualità dello spazio urbano. Individuare i territori nei quali queste fragilità si sovrappongono è una delle sfide delle politiche di adattamento climatico. Intervenire sul caldo urbano significa aumentare alberature e superfici permeabili, ridurre il consumo di suolo e migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni, con particolare attenzione ai territori e alle persone più vulnerabili.
Fonte: elaborazione su dati satellitari MODIS.
