#mapparoma31 – Il reddito di cittadinanza nei quartieri di Roma durante l’emergenza Covid-19

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Con la nostra nuova #mapparoma, la trentunesima, torniamo ad occuparci del reddito di cittadinanza con dati aggiornati rispetto alla #mapparoma28, alla quale vi rimandiamo per una più estesa definizione della misura e per un confronto nazionale. Ci torniamo con i dati sempre di fonte INPS al 30 aprile 2020 che, seppure in misura ancora parziale, ci aiutano a cogliere l’inizio dell’effetto Covid-19 sulla nostra città.

Nel periodo da aprile 2019 ad aprile 2020 nella città metropolitana di Roma le domande accolte di reddito di cittadinanza sono state 60mila e hanno interessato 137mila persone con un valore medio per nucleo familiare di 533 euro al mese. Le pensioni di cittadinanza sono state 9.100 e hanno riguardato 10.300 persone con un valore medio di 256 euro. Nel solo comune di Roma le domande accolte di reddito di cittadinanza sono state quasi 36mila e hanno coinvolto oltre 80mila persone con un valore medio per nucleo di 516 euro al mese. Le pensioni di cittadinanza sono state 5.900e hanno riguardato 6.600 persone con un valore medio di 251 euro. I nuclei interessati sono composti in media da 2,3 persone nel caso del reddito di cittadinanza e da 1,1 persone nel caso delle pensioni, senza differenze tra città metropolitana e capoluogo.

Fonte: elaborazione degli autori su dati INPS

Come d’abitudine, focalizzeremo l’attenzione su Roma, al livello di dettaglio subcomunale, analizzando quattro indicatori: le domande accolte ogni 100 residenti con più di 15 anni (mappa in alto a sinistra), la quota delle pensioni di cittadinanza sul totale delle domande (in alto a destra), il numero medio di persone per ogni nucleo che ha fatto domanda (in basso a sinistra), l’importo medio complessivamente erogato ai percettori nel corso dei primi sette mesi di avvio del RdC (in basso a destra). Il territorio comunale, come già avveniva nella #mapparoma28, non è suddiviso nelle abituali 155 zone urbanistiche, perché le domande per il RdC sono disponibili solo aggregate secondo i 72 codici di avviamento postale (CAP). Questa mappa non è quindi direttamente confrontabile con le altre #mapparoma, e inoltre i nomi assegnati alle zone CAP non sono ufficiali, bensì rappresentano un nostro tentativo di sintetizzare territori complessi e disomogenei, funzionali a logiche interne al servizio postale. Tuttavia, la distribuzione degli indicatori è leggibile territorialmente con peculiarità piuttosto nette, e consente il paragone con le altre tematiche affrontate in precedenza, permettendo di rispondere alla domanda più importante: il reddito e la pensione di cittadinanza vanno effettivamente dove ci sono più poveri e più disoccupati? 

(clicca sull’immagine per ingrandire)

Sono più di 3 ogni 100 abitanti le domande accolte (mappa in alto a sinistra) al 30 aprile 2020 nelle zone CAP che corrispondono alle Torri[1] (00133, dove si registra il massimo con 3,84), Borghesiana-Castelverde-Ponte di Nona (00132), Centocelle nord-Quarticciolo (00171) e Ostia Ponente (00121), mentre a Pietralata (00158) e San Basilio-Ponte Mammolo-Casal de’ Pazzi (00156) il valore è di poco a inferiore a 3. Tutte le prime dieci aree romane per incidenza di domande accolte sono periferiche e caratterizzate dalla presenza di consistenti nuclei di case popolari o da borgate ex abusive. Tra le prime, vi sono Tor Bella Monaca, Ponte di Nona, Nuova Ostia, Quarticciolo, Pietralata, San Basilio, Trullo, Monte Cucco, Corviale e Primavalle. Tra le seconde, si segnala quasi tutto il VI Municipio insieme a Morena, Centocelle e Alessandrino. Al contrario, tutte le 22 aree dove le domande risultano inferiori a 1 ogni 100 residenti con più di 15 anni risultano situate nella parte centrale o semicentrale della città (con le appendici dell’Eur-Torrino a sud e di Talenti a nord-est) dove il reddito è più elevato, i laureati e gli occupati sono di piùi servizi sono migliori e la salute è maggiormente garantita, fino al minimo di Nomentano-Pinciano (00198, con 0,5) e Parioli (00197, con 0,43). 

Chiaramente, rispetto al totale di domande, una maggiore incidenza delle pensioni di cittadinanza si riscontra nelle aree più centrali dove l’età media dei residenti è maggiore, e dove i nuclei famigliari sono piccoli, composti da una o due persone (mappa in alto a destra). È il caso di Nomentano-Policlinico (00161, che arriva al valore massimo del 32%) e, tra 24 e 30%, Parioli (00197), Monti-Celio (00184), Pinciano (00198) e Bravetta (00164). Percentuali di pensioni inferiori al 10% si riscontrano invece nelle aree con età media bassa, in particolare quelle esterne al GRA di Palocco-Infernetto (00124), Spinaceto-Trigoria-Vallerano (00128), Settecamini-Casal Monastero (00131), Borghesiana-Castelverde-Ponte di Nona (00132) e Castel di Leva-S. Palomba (00134).

Il rapporto tra le persone coinvolte e le domande misura la composizione media delle famiglie interessate al reddito o alla pensione di cittadinanza (mappa in basso a sinistra). Ricordiamo che la domanda viene presentata dal nucleo familiare e che nella stessa viene indicata la sua numerosità. Da questo dato possiamo osservare che le 3421 domande presentate e accolte alle Torri[1] (00133) coinvolgono ben 8102 persone con un importo medio di 493 euro al mese, mentre le 2617 domande di Borghesiana-Castelverde-Ponte di Nona (00132) interessano 6635 persone con un importo medio di 529 euro. In entrambi i casi il rapporto è vicino a 2,5 persone per nucleo, come anche a Spinaceto-Trigoria-Vallerano (00128). Invece nel Centro storico (00186) tale rapporto è di 1,2 e rimane inferiore a 1,6 in vari quartieri centrali o comunque benestanti e anziani come Monti-Celio (00184), Trastevere-Testaccio-Aventino (00153), Fleming-Tor di Quinto (00191), Nomentano (00161 e 00162) e Parioli (00197), dove le domande sono numericamente inferiori e con una maggiore incidenza delle pensioni di cittadinanza.

Infine, la distribuzione territoriale dell’importo medio mensile erogato ai percettori nel primo anno di avvio del reddito di cittadinanza (mappa in basso a destra) appare coerente con la mappa precedente sulla numerosità dei nuclei famigliari, ma la sua lettura rimane comunque più complessa. È infatti comprensibile che l’importo sia mediamente più elevato (superiore a 500 euro al mese) laddove i nuclei famigliari sono più grandi come nel caso di Borghesiana-Castelverde-Ponte di Nona (00132), Settecamini-Casal Monastero (00131) e Spinaceto-Trigoria-Vallerano (00128). Ma gli importi medi risultano elevati anche in zone meno disagiate come Appia Antica-Capannelle-Quarto Miglio (00178, che raggiunge il massimo con 539 euro), Eur-Torrino (00144) e Palocco-Infernetto (00124), e più in generale in varie aree esterne al GRA come Ostia Antica (00119), Castel di Leva-S. Palomba (00134), La Storta-Cesano-S. Maria di Galeria (00123), Montespaccato-Casalotti-Massimina (00166). Al contrario, i valori più bassi, inferiori a 430 euro al mese, si registrano nelle zone semicentrali di Nomentano (00198, minimo con 407 euro, e 00161), Pineta Sacchetti-Valle Aurelia (00167) e Bravetta (00164), a Prati-Borgo (00193), nonché in una zona con elevata incidenza di domande come Pietralata (00158).



Keti Lelo, Salvatore Monni, Federico Tomassi

[1] NOTA: nel CAP 00133 rientra gran parte del VI Municipio con Tor Bella Monaca, Torre Angela, Torrenova, Torre Gaia, Tor Vergata, Giardinetti, Villaggio Breda, Fontana Candida, Passo Lombardo.

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Fonte: elaborazione su dati INPS 2020 e Istat

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Gli autori, ferme restando le loro responsabilità per i contenuti delle mappe, sono debitori nei confronti del CROMA (Centro per lo studio di Roma dell’Università Roma Tre) e di Luoghi Idea(li) per le elaborazioni, le suggestioni e gli spunti sulle attività di mappatura del territorio romano che sono state fonte di ispirazione per la nascita di questo blog.