#notedimapparoma5 – L’esclusione socio-economica a Roma

di Federico Tomassi

Le analisi condotte dal gruppo di ricerca #mapparoma, che oltre a me comprende Keti Lelo e Salvatore Monni dell’Università di Roma Tre (Lelo – Monni – Tomassi, Le mappe della disuguaglianza. Una geografia sociale metropolitana, Donzelli, 2019), mostrano come Roma sia oggi composta da due distinte città, intrappolate in una sorta di sviluppo a più velocità con differente qualità urbana: una parte capace di cogliere le opportunità della crescita e una esclusa da tale sviluppo.

Alcuni estratti del nostro lavoro sono già stati pubblicati sul Menabò, ed evidenziano proprio l’estensione e la gravità di queste disuguaglianze, peraltro non limitate solo alla capitale: il confronto tra Roma, Milano e Napolile differenze di istruzione, occupazione, reddito e sviluppo umanoil disagio sociale nelle case popolarii risultati elettorali nel 2018. Più in generale, la prima Roma ha mantenuto un reddito medio stabile o persino crescente negli anni della crisi economica e finanziaria che ha colpito duramente l’Italia e ha beneficiato della successiva ripresa, per quanto debole sia stata: sono i quartieri più centrali all’interno dell’anello ferroviario (in particolare I e II Municipio), con le appendici benestanti a nord (da Ponte Milvio all’Olgiata) e sud (dall’Eur a Casal Palocco). La seconda Roma è stata invece pienamente colpita dall’impatto della crisi, e non ha neanche ancora recuperato il terreno perso su reddito, inclusione sociale e opportunità personali: questo è molto evidente nel quadrante est, dentro e fuori dal GRA (nel IV, V e VI Municipio), in gran parte dei quartieri periferici che sorgono intorno al GRA stesso e sul litorale di Ostia (X Municipio).

Continua a leggere sul Menabò di Etica ed Economia.