I casi di Covid-19 nei quartieri di Roma (aggiornamento 19 ottobre 2020)

Aggiornamento dei casi di Covid-19 a Roma al 19 ottobre, con dati di fonte Regione Lazio – Dipartimento di Epidemiologia.

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1) In valore assoluto 45 zone urbanistiche (su un totale di 155) hanno superato i 100 casi e 9 la soglia di 200, chiaramente quelle più popolose, soprattutto a est, con un forte aumento nelle ultime settimane: Torre Angela 320, Primavalle 253, Centocelle 249, Don Bosco 235, Trieste 226, Torpignattara 220, Val Melaina 219, Tuscolano sud 216, Gianicolense 202.

2) In rapporto alla popolazione, il record rimane a Omo (252 ogni 10mila abitanti, ma con pochi residenti), seguita a distanza da zone eterogenee in tutti i quadranti, ma leggermente di più nei quartieri centrali e a Roma nord: Grottarossa ovest (111), Pisana (91), XX Settembre (86), Farnesina, Acquatraversa, Centro storico e Romanina (circa 70), Santa Maria della Pietà (67), Parioli e Acqua Vergine (64).

3) Anche i tassi più bassi tra le zone residenziali sono in zone eterogenee in tutti i quadranti, con una lieve prevalenza per la fascia urbana intorno o fuori dal GRA: il minimo a Tor Cervara (14 ogni 10mila abitanti) e poi Aeroporto dell’Urbe (15,5), Ostiense (17), Porta Medaglia e Santa Maria di Galeria (19), Valco San Paolo (20), Decima e Grottarossa est (23), San Vittorino e Grottaperfetta (24).

4) L’aumento più significativo di casi da giugno a ottobre, contando solo le zone con più di 30 contagi, si è registrato con una vera esplosione a Pignatelli (da 3 a 39, +1200%) e Corviale (da 7 a 85, +1114%), e poi Gregna, Acquatraversa e Tre Fontane (circa +800%), Fidene (+742%), Val Cannuta, Marconi e Montesacro alto (circa +700%). Gli aumenti più contenuti sono invece quelli di Omo e Appio (+100%), Santa Cornelia e Quarto Miglio (+110%), Cecchignola (+130%).

5) I municipi maggiormente colpiti sono quelli ricchi e centrali: I, II e XV (circa 50 ogni 10mila residenti), seguiti a poca distanza da XIII (Aurelio) e XIV (Monte Mario) con 48 e dal V (Prenestina-Casilina) con 47; i casi sono invece minori nei municipi IX (Eur-Laurentina) e IV (Tiburtina) con 31, nel X (Ostia-Acilia) e VIII (Ostiense) con 33-34.

6) Suddividendo Roma nelle “7 città” richiamate nell’articolo per il Messaggero, l’area con più contagi è la città centrale e turistica (57,5 ogni 10mila residenti), seguita dalla città ricca del nord più Eur e Appia Antica (48), dalla città anulare intorno al GRA (45) e dalla città popolare in trasformazione (42); le aree con meno contagi sono, con valori molto simili (35-38), la città delle case popolari (ditelo a Galli della Loggia!), quella delle periferie più lontane e quella del litorale.

7) Singoli fattori di spiegazione appaiono ancora non molto significativi: quello che ora spiega di più la variabilità nei contagi è la quota di studenti rispetto alla popolazione residente (coefficiente di correlazione positivo pari a 0,35, escludendo Omo come outlier, e R quadro di 0,13). La correlazione è minore o persino nulla tra i casi e la densità di popolazione, l’età superiore a 60 o 75 anni, l’età media dei residenti, il tasso di laurea, gli anni medi di istruzione, il valore medio immobiliare, gli addetti dei servizi professionali, della scuola e della sanità, la superficie media delle abitazioni.

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