I casi di Covid-19 nei quartieri di Roma (aggiornamento 2 novembre 2020)

Al 2 novembre i casi di Covid-19 a Roma sono 20.083, con un tasso di 72 ogni 10mila abitanti (dati di fonte Regione Lazio – Dipartimento di Epidemiologia; popolazione di fonte anagrafica).

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1) In valore assoluto sono ormai 75 le zone urbanistiche (su un totale di 155, quindi circa la metà) che hanno superato i 100 casi, 12 la soglia di 300 e una sola è oltre 500, chiaramente quelle più popolose, soprattutto a est. L’impennata di contagi è stata molto forte in poche settimane, arrivando a Torre Angela a 691 casi, ma con valori elevati anche a Centocelle 497, Primavalle 436, Don Bosco 424, e poi Tuscolano sud 369, Torpignattara 355, Gordiani 353, Trieste 343, Borghesiana 342, Gianicolense 323, Esquilino 312, Nomentano 304. Tra le zone residenziali, il minimo è Grottarossa est con soli 5 casi.

2) In rapporto alla popolazione, tra le sole zone residenziali, il record rimane a Omo, a cui si avvicina Appia Antica nord (rispettivamente 348 e 220 ogni 10mila abitanti, in entrambi i casi con pochi residenti). Mentre fino a due settimane fa in questa “classifica” prevalevano vari quartieri centrali o a nord, ora seguono zone eterogenee in tutti i quadranti, ma anche in questo caso leggermente di più nella periferia est: Grottarossa ovest 153, Pisana 136, XX Settembre 125, Gregna 119, Acqua Vergine 114, Romanina 107, Pignatelli 106, La Rustica 105, Santa Maria della Pietà 104.

3) I tassi più bassi tra le zone residenziali sono in zone eterogenee in tutti i quadranti, con una lieve prevalenza per la fascia urbana intorno o fuori dal GRA e verso il litorale: il minimo a Porta Medaglia (31 casi ogni 10mila abitanti) e poi Decima 38, Grottarossa est 39, Castel Fusano 40, Villaggio Olimpico 42 e Ostiense 43 (le uniche due eccezioni più centrali), Spinaceto e Boccea 44, Ostia Antica 45. Le zone con i minori contagi cambiano da una settimana all’altra perché pochi casi in più incidono parecchio sull’indicatore, tanto che il minimo di due settimane fa, Tor Cervara, raggiunge oggi il valore di 65.

4) L’aumento di casi in 32 zone urbanistiche supera il 100% nelle ultime due settimane (ossia i contagi sono raddoppiati dal 19 ottobre al 2 novembre), con il massimo a Tor Cervara (da 4 a 19, +375%). Prendendo solo le zone con più di 20 contagi, l’accelerazione è molto forte ad Appia Antica nord (da 13 a 58, +346%), e poi soprattutto nella periferia est: +193% a Barcaccia, circa +150% a Valco San Paolo, Tor Sapienza, Ostiense, San Basilio e Settecamini, quasi +140% a Lucrezia Romana, Tiburtino sud e nord. A parte Conca d’Oro che non ha registrato nessun nuovo caso in 14 giorni, gli aumenti più contenuti sono invece a Pantano di Grano +20%, Prati +25%, Celio, Val Melaina e Farnesina +30%, Centro Storico +31,5%.

5) I municipi maggiormente colpiti sono cambiati rispetto a due settimane fa, non più soprattutto quelli ricchi e centrali: il massimo è ora il V (Prenestina-Casilina) con 87 ogni 10mila residenti, seguito con 76-77 da XIV (Monte Mario), XV (Cassia-Flaminia), XIII (Aurelio), VI (Torri) e II (Roma nord); i casi sono invece nettamente inferiori alla media romana nei municipi X (Ostia-Acilia) e IX (Eur-Laurentina) con 52 ogni 10mila abitanti.

6) Suddividendo Roma nelle “7 città” richiamate nell’articolo per il Messaggero, l’area con più contagi rimane la città centrale e turistica (84 ogni 10mila residenti), ma ora è seguita dalla città anulare intorno al GRA (75). Sono invece in linea con la media romana la città ricca del nord più Eur e Appia Antica, la città popolare in trasformazione e la città delle case popolari (71-73), mentre le aree con meno contagi sono la città delle periferie più lontane (64) e la città sul mare (54).

7) Singoli fattori di spiegazione appaiono ancora non molto significativi: quello che spiega di più la variabilità nei contagi è la quota di studenti rispetto alla popolazione residente, ma meno rispetto a quanto risultava due settimane fa (coefficiente di correlazione positivo pari a 0,2, escludendo Omo e Appia Antica nord come outlier, e R quadro di 0,04). La correlazione è minore o persino nulla tra i casi e la densità di popolazione, l’età superiore a 60 o 75 anni, l’età media dei residenti, il tasso di laurea, gli anni medi di istruzione, il valore medio immobiliare, gli addetti dei servizi professionali, della scuola e della sanità, la superficie media delle abitazioni.

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