I casi di Covid-19 nei quartieri di Roma (aggiornamento 15 novembre 2020)

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Al 15 novembre i casi di Covid-19 a Roma sono 30.046, con un tasso di 108 ogni 10mila abitanti, in forte crescita nelle ultime settimane rispetto ai quasi 12mila del 19 ottobre ai 20mila del 2 novembre (fonte Regione Lazio – Dipartimento di Epidemiologia; popolazione di fonte anagrafica).

L’aumento dei casi e il consolidamento delle principali tendenze rendono più significative le analisi, e sta emergendo in maniera sempre più evidente che l’incidenza sulla popolazione residente e la percentuale di crescita sono maggiori nelle zone popolari del quadrante est della città, mentre fino a poche settimane fa sembravano colpiti soprattutto i municipi centrali e le zone del ceto medio-alto.

1) In valore assoluto sono 64 le zone urbanistiche (su un totale di 155) che hanno superato i 200 casi, 38 la soglia di 300, 8 oltre 500 (era una sola due settimane fa) e una oltre 1000 (livello raggiunto per la prima volta), chiaramente quelle più popolose, soprattutto a est. L’impennata di contagi continua come le settimane scorse, arrivando a Torre Angela a 1071 casi, ma con valori elevati anche a Centocelle 760, Don Bosco 614, Primavalle 606, e poi Borghesiana 583, Gordiani 536, Tuscolano sud 525, Torpignattara 500, Trieste 471, Gianicolense 470. Queste 10 zone con più contagi sono le stesse rispetto a due settimane fa. Tra le zone residenziali, il minimo è a Castel Fusano con soli 7 casi e a Grottarossa est con 10.

2) In rapporto alla popolazione, tra le sole zone residenziali, il record rimane a Omo, a cui si avvicina Appia Antica nord (rispettivamente 409 e 273 ogni 10mila abitanti, in entrambi i casi con pochi residenti). Dopo Grottarossa ovest 191 e Pisana 178, seguono tutti quartieri del quadrante est: Pignatelli, Gregna e Settecamini 170-171, Acqua Vergine, Romanina e Tiburtino nord circa 165, La Rustica 155, Giardinetti-Tor Vergata 151. Anche in questo caso le zone con la maggiore incidenza sono abbastanza costanti nelle ultime settimane mostrando, sia pure con una certa eterogeneità, una particolare prevalenza nella periferia orientale della città.

3) I tassi più bassi tra le zone residenziali sono in zone eterogenee in tutti i quadranti, con una lieve prevalenza per la fascia urbana intorno o fuori dal GRA e verso il litorale: il minimo a Castel Fusano (47 casi ogni 10mila abitanti) e poi Porta Medaglia e Valco San Paolo 69, Cecchignola, Ostiense e Villaggio Olimpico 70, Aeroporto dell’Urbe, Villaggio Giuliano, Eroi, Spinaceto e Tuscolano nord 72-73. Le zone con i minori contagi continuano a cambiare da una settimana all’altra perché pochi casi in più incidono parecchio sull’indicatore.

4) L’aumento di casi in 116 zone urbanistiche ha superato il 100% nell’ultimo mese (ossia i contagi sono più che raddoppiati dal 19 ottobre al 15 novembre), e in 40 di queste è superiore al 200% (ossia i casi sono più che triplicati), con la massima accelerazione a Tor Cervara (da 4 a 26, +550%) seguita da Appia Antica nord (da 13 a 72, +454%), e poi soprattutto dalla periferia est: Settecamini +410%, Sant’Alessandro +381%, Barcaccia +352%, San Basilio, Tiburtino sud e nord e San Vittorino circa +330%, Ostiense (unica eccezione) e Lucrezia Romana oltre +310%, Pietralata +302%. Solo in 24 zone urbanistiche la crescita è inferiore al 100%: gli aumenti più contenuti nelle ultime 4 settimane sono nelle zone che avevano valori già molto elevati come Omo +62%, e nei quartieri del centro e di Roma nord come Farnesina +64%, XX Settembre +67%, Acquatraversa, Grottarossa ovest e Centro Storico +71-73%, Parioli +75%, con l’eccezione di Pantano di Grano +66%.

5) I municipi maggiormente colpiti sono, di conseguenza, ormai tutti quelli della periferia est: il massimo è ora il IV (Tiburtina) con 132 casi ogni 10mila residenti, e in crescita fortissima con +315% nell’ultimo mese, seguito dal V (Prenestina-Casilina) con 128, dal VI (Torri) con 122 (ma in aumento del +208%) e dal VII (Appia-Tuscolana) con 113. I contagi sono invece nettamente inferiori alla media romana nei municipi X (Ostia-Acilia) e IX (Eur-Laurentina) con 86-87 ogni 10mila abitanti, seguiti da alcuni di quelli con reddito pro-capite più elevato: I (Centro) con 96,5, II (Roma nord), VIII (Ostiense) e XII (Gianicolense) con 100.

6) Suddividendo Roma nelle “7 città” richiamate nell’articolo per il Messaggero e poi ridefinite, l’area con più contagi diventa ora la città del disagio con case popolari e quartieri ex abusivi (119 ogni 10mila residenti), seguita dalla città centrale e turistica con 109. Sono invece in linea con la media romana la città in trasformazione della periferia storica, la città anulare ed estensiva intorno e oltre il GRA e la città lontana e rarefatta della campagna romana (107-109), mentre le aree con meno casi sono la città ricca del nord più Eur e Appia Antica (103) e la città sul mare (83).

7) Continua a non esserci evidenza di singoli fattori di spiegazione significativi: quello che spiega di più la variabilità nei contagi è ora la quota di residenti con 60 anni e più, con un’inclinazione negativa a indicare una minore probabilità di contagio tra le fasce d’età più anziane (coefficiente di correlazione pari a -0,3 e R quadro di 0,06 escludendo Omo e Appia Antica nord come outlier), meno concentrate nelle periferie esterne al GRA del quadrante est, anche se sappiamo che per loro la malattia è più pericolosa. La correlazione è minore o persino nulla tra i casi e la densità di popolazione, il tasso di laurea, gli anni medi di istruzione, il valore medio immobiliare, gli addetti dei servizi professionali, della scuola e della sanità, la superficie media delle abitazioni, la quota di studenti.

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