Disuguaglianze sociali e discriminazione di genere: un’indagine nel Comune di Roma

di Caterina Bagnulo, Valeria Bellusci, Allison Marcela Carranza Villamar, Serena Fortini, Flavia Scifoni – studentesse del corso di Laboratorio di analisi urbana e regionale, Dipartimento di Economia Aziendale, Università Roma Tre, a.a. 2019-20.

Il nostro lavoro riguarda le differenze di genere a Roma, analizzate tramite dati qualitativi e quantitativi. Per studiare tale fenomeno abbiamo deciso di occuparci dapprima del gender gap in termini di disagio sociale, occupazione, istruzione e sicurezza, per poi concentrarci sul tema della violenza sulle donne. L’obiettivo è stato di far emergere le differenze più evidenti con riferimento al territorio, scegliendo di coinvolgere nella nostra indagine sia donne che uomini, per poter confrontare i punti di vista sulle disuguaglianze sociali e la discriminazione di genere.

L’indagine è stata effettuata attraverso un questionario inviato online. La prima parte raccoglie dati riguardanti età, genere, istruzione, occupazione, nucleo familiare, reddito, nonché la localizzazione degli intervistati nel territorio del comune di Roma (CAP, quartiere, alloggio e tipologia di edificio di residenza). Nella seconda parte sono state poste delle domande riguardanti la percezione di disagio abitativo e la violenza interna o esterna al nucleo familiare e al luogo di lavoro.

Il nostro campione è composto da donne (68,7%) e da uomini (31,3%) residenti a Roma, per un totale di 396 risposte. L’età degli intervistati varia fra i 15 e i 65+ anni. I dati raccolti sono stati integrati con delle interviste a 4 diverse donne che lavorano all’interno di associazioni e strutture antiviolenza presenti sul territorio romano, le quali si occupano di offrire un percorso di fuoriuscita da condizioni di abuso o violenza. Ci siamo concentrate soprattutto sulle modalità di intervento delle stesse all’interno dell’organizzazione sottolineando le possibili soluzioni del fenomeno.

  1. Il gender gap

Dei 396 intervistati, poco più del 10% delle donne ha riferito di aver subito discriminazioni dovute al genere, contro il 3% degli uomini. Il fenomeno di discriminazione ha una maggiore intensità nelle zone di Borghesiana, Ponte di Nona e Tufello mentre appare quasi assente in zone come Eur, Monti, Fleming, che sono quartieri caratterizzati da alti livelli di reddito e istruzione (figura 1).

Figura 1: Percezione di discriminazione femminile

Il tasso di disoccupazione femminile è più elevato rispetto a quello maschile. Nel nostro campione le donne disoccupate sono il 9,93% contro l’8,06% degli uomini (tabella 1).

OccupazioneDonneUominiTotale
Casalingo2,94%0,00%2,02%
Disoccupato9,93%8,06%9,34%
Occupato44,85%50,00%46,46%
Pensionato6,62%4,03%5,81%
Studente35,66%37,90%36,36%
Tabella 1. Distribuzione delle occupazioni nel campione

Il 65,8% delle donne intervistate ritiene di ricoprire una posizione lavorativa tipicamente associata al proprio genere. È interessante notare come il 15% delle intervistate percepisca il fatto di essere donna come un ostacolo in ambito lavorativo, contro il 4% degli intervistati. In generale, nelle donne il livello di soddisfazione in ambito professionale è minore rispetto a quello in ambito personale: più del 60% delle intervistate si ritiene soddisfatta della propria vita privata, mentre solo il 43,8% ritiene di aver raggiunto i propri obiettivi lavorativi prefissati. La differenza del tasso di occupazione fra madri e padri è sintomatica di una visione polarizzata rispetto al genere, dei ruoli familiari (tabella 2).

Fgli
No
Donne

Donne
Tot.
Donne
No
Uomini

Uomini
Tot.
Uomini

Totale
Disoccupato28,17%8,97%18,12%21,74%0,00%13,89%16,74%
Occupato71,83%91,03%81,88%78,26%100,00%86,11%83,26%
Tabella 2. Tasso di occupazione fra madri e padri nel campione

2. Qualità urbana e sicurezza

Per quanto riguarda la qualità urbana:

  • Il 60% dei partecipanti al questionario ha descritto il proprio quartiere come curato, sicuro e con adeguata dotazione di servizi pubblici come piazze, negozi e cinema.
  • Il 22% ritiene che il suo quartiere sia carente di servizi o poco accessibile, ma che complessivamente, mantiene un sufficiente livello di decoro urbano e di sicurezza.
  • Il 18% ha descritto il proprio quartiere come pericoloso o altamente degradato. In particolare, il CAP 00189 appartenente al XV municipio (comprendente le zone urbanistiche di Tomba di Nerone, Cassia e La Giustiniana), risulta avere una maggior percezione di degrado.

È interessante notare il fatto che persone che abitano in zone residenziali periferiche ma con un reddito medio-alto come Camilluccia o Tomba di Nerone, considerino il proprio quartiere come disagiato e poco sicuro a causa di problemi come il traffico di sostanze illegali, mancanza di illuminazione o scarsa pulizia delle strade.

La percezione di insicurezza fra le mura domestiche e al di fuori di esse, è molto presente tra le donne e quasi assente tra gli uomini. Il fenomeno è più intenso in quartieri periferici come Fontana Candida, Casal Morena, Tufello, Prima Porta e Muratella (figura 2).

Figura 2: Percezione di insicurezza delle donne

3. Violenza

Le donne che hanno dichiarato di aver subito violenza si distribuiscono omogeneamente sul territorio comunale, mentre le strutture di prevenzione e supporto si concentrano solo in alcune zone della capitale, come per esempio nella zona centrale e nelle zone periferiche a Sud-Est interne al GRA.

Il nostro campione evidenzia che ad aver subito violenza sono diverse categorie di donne, indipendentemente da condizioni economiche e sociali (figura 3). Il 31,2% degli intervistati dichiara che il ruolo dell’educazione nel prevenire la violenza di genere è determinante, mentre il 9,5% ritiene indispensabili gli interventi a livello socioculturale.

Figura 3: Donne vittime di violenza

Dalla figura 3 si evince che, nel Municipio VIII in quartieri come Tintoretto, Grotta Perfetta, Roma 70, risulta il numero più elevato di donne vittima di violenza. Seguono il Municipio XV (Tomba di Nerone, Grotta Rossa, quartieri residenziali curati ma con pochi servizi e collegamenti con il centro) e XIII, in cui è presente Montespaccato, che si presenta come ammasso di case abusive ammassate con scarsa accessibilità. Invece nel Municipio VI (Borghesiana, Castelverde, Ponte di Nona e Torri), considerato tra i più disagiati a livello socioecomico, i casi di violenza sono di meno.

Infine, dalle nostre quattro interviste in profondità, abbiamo osservato che vi è una relazione tra occupazione, reddito e violenza sulle donne, poiché probabilmente, come è stato dichiarato dalle operatrici intervistate, le donne vittime di violenza non riescono a uscire dalle situazioni in cui si trovano non solo per evidenti motivi economici ma anche a causa di ostacoli di carattere culturale. La scuola che dovrebbe rappresentare un punto di partenza fondamentale per contrastare tale fenomeno, sembra ancora lontana da un giusto percorso di sensibilizzazione riguardo l’educazione di genere.